Storia di Olga Kogut, morta per difendere il suo diritto ad essere madre e seppellita dopo cinque anni

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“Oggi vi voglio raccontare una storia vera, avvenuta nella mia città. La storia di una vita e di una morte ai margini della società, la storia di una scelta dettata dalla disperazione e dalla paura,  la storia di Olga Kogut, una giovane donna di origine ucraina.”

 

Aveva 31 anni Olga Kogut quando è morta ed un pancione di 8 mesi.

Sapete di cosa è morta Olga? Di fame, di sete e di freddo, in una tenda, alla periferia della città, lungo i binari della ferrovia.

Sì, in un paese civilizzato nel ventunesimo secolo una donna di 31 anni è morta proprio in questo modo.

Olga era povera, non aveva un lavoro ne una casa, viveva di espedienti così come il suo compagno. 

Olga sapeva che non appena quel bambino sarebbe venuto al mondo non sarebbe più stato suo, era già successo con un altro figlio, l’avrebbero aiutata fino al parto e poi glielo avrebbero portato via senza darle possibilità di riscatto, perché per la società lei non poteva essere una buona madre.

Allora Olga ha scelto di diventare invisibile agli occhi del mondo e di chi, accorgendosi della sua gravidanza, avrebbe fatto in modo di privarla del suo bambino.

Si è nascosta in una tenda Olga, smettendo persino di rivolgersi alla Caritas per un piatto caldo, perché nessuno doveva sapere della sua gravidanza.

Qualcuno, forse con le proprie ragioni, chiamerà egoismo il suo, ma per lei era amore ed in nome di quell’amore è morta.

Si è addormentata in una fredda sera di Febbraio, probabilmente stringendosi il pancione, e non si è più svegliata. Abbracciata per l’eternità al suo bambino.

Olga Kogut è morta cinque anni e mezzo fa… Olga Kogut è stata seppellita solo la settimana scorsa…

Non conosco il passato di Olga, avrà di certo fatto scelte sbagliate ed avrà avuto le sue colpe per arrivare a quella drammatica situazione, so però che ha pagato quelle colpe con la sua stessa vita. Ma non è bastato perché il suo corpo, come ultima offesa, è dovuto rimanere più di 5 anni in una cella frigorifera.

Quella società che sarebbe stata così solerte a toglierle il bambino non appena fosse venuto al mondo, ha impiegato ben cinque lunghi anni prima di darle una degna sepoltura.

Almeno adesso il corpo di Olga potrà riposare in pace. La sua anima, ne sono certa, è da tempo in un posto migliore, libera dalle sue colpe e sopratutto libera di ridere e correre felice assieme a quella del suo bambino.

Testo di  ©Sabrina Musetti, riproduzione vietata.

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Fonte foto: Il Tirreno.


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