Ci vogliono palle! Racconto ironico (ma non troppo), Guest Post di Gy

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Lavorando ad una raccolta di racconti, il cui titolo provvisorio è “Social&Love”, che racchiude una serie di storie di relazioni più o meno amorose nate sui social, sono giunta alla conclusione che i social, pur rendendo più facile “il conoscersi”, alla fine abbiano ucciso definitivamente l’Amore.

Di fronte alle pagine dei social, soprattutto gli uomini, sono un po’ come un bambino di fronte ad un cesto pieno di caramelle, ne scarta una, la assaggia, ma, ancora non l’ha ingoiata, che è già colto  dall’irrefrenabile curiosità di scoprire il gusto di un’altra, e così via di caramella in caramella.

Insomma i social hanno dato avvio ad una sorta di consumismo sfrenato anche in fatto di relazioni.

Non ci sarebbe nulla di male se non fosse che nella maggior parte delle storie che ho raccolto il finale sia quasi sempre lo stesso: l’uomo scompare all’improvviso, dopo aver fatto di tutto per far credere alla caramella di turno di avere un gusto unico e mai provato prima.

Ma perché i “social men”, spesso ben più che maturi, spariscono senza avere il coraggio di essere diretti? Semplice, perché ormai gli attributi sembrano essere sempre più spesso prerogativa femminile più che maschile.

Per caso proprio oggi mi sono imbattuta in una nota nella pagina  Facebook di un’amica e l’ho trovata così esilarante, ma al contempo vera, che le ho chiesto il permesso di pubblicarla sul blog.

Eccovela! E mi raccomando attente ai miciomachi!! 😂😂😂

Ci vogliono le palle

Ci vogliono le palle! di Gy

Esistono cose che nel tempo non cambiano.E non sarebbe nulla se non peggiorassero. Come l’andare a donne,ad esempio.

Ma tra le pessime abitudini della popolazione maschile, primeggia in assoluto  quella di “scomparire” da una relazione o pseudo tale.

L’uomo ha talento e voglia di arrivare, quasi sempre, qualche volta spirito manageriale e troppo spesso capacita’di comando, ma nelle relazioni amorose, mette in evidenza un cervello grande quanto una nocciolina, oltre che due coglioni altrettanto minuscoli.

Il perché è presto detto.

Il soggetto, chiamiamolo “miciomacho”, una volta fatto abboccare all’amo la trota da 65 chili ( kg più, kg meno), inizia a mandarle una raffica di sms, solitamente del genere:

“Buongiorno principessa, volevo augurarti una buonissima giornata e mandarti un bacio volante”

“Spero che la tua giornata sia serena e frizzante, ti penso”

“Buonanotte dolce bimba, fai sogni di zucchero e sognami”

La trota ovviamente rimane estasiata da queste attenzioni caramellose e inizia a dare risposte analoghe fino a che lo scambio di sms rende multimilionaria la società telefonica.

Ultimamente miciomacho e trota ringraziano whatsapp che consente di  bombardarsi reciprocamente di parole ,immagini,file musicali e cornetti alla crema.

Gli incontri arrivano da una bellissima realtà virtuale in un successivo momento, dopo fantasie distorte,contorte e mille baci di qua e mille baci di là, quando il grado di conoscenza è ormai all’apice o almeno, così si crede.

Arriva il sospirato giorno dell’incontro reale e quindi l’appuntamento da soli, quando il grado di conoscenza ha raggiunto livelli mondiali (conoscere il tipo di gamberoni che sceglie l’altro al buffet cinese sotto casa, per dirne una).

Una volta soli, finalmente, dopo il racconto di tutte le vicissitudini feisbucchiane dell’ultimo anno, scatta il bacio. Che è anche la cosi detta prova del 9. I due si trovano di comune accordo ad usare sapientemente la lingua e da li scocca l’amore.

O almeno, così crede la trota. In realtà, il miciomacho ha già capito tutto: lei non fa per lui.

Motivo? Si è concessa troppo facilmente: “Se lo fa con me la prima sera da soli, figuriamoci con gli altri conosciuti su facebook!”.

Ma il miciomacho, ovviamente, non ha nessuna intenzione di renderlo noto alla trota e la riaccompagna normalmente a casa. Mentre lei si sta infilando il pigiama di flanella e le pantofole, lui le scrive “Conoscerti è stata la cosa più bella che potesse mai capitarmi… Buonanotte principessa” e lei fa quei saltelli e versi da contorsionista che noi donne conosciamo bene. Indi replica con “Anche per me… mi fai toccare il cielo con un dito”.

Qualche  giorno dopo, per la trota, inizia l’apocalisse.

Scatta infatti la fase “scomparsa” del miciomacho.

L’usanza è proprio quella di credere fino alla fine che tutto è ok e poi invece di rassegnare le dimissioni a testa alta si decide di svanire nel nulla, senza alcuna spiegazione. Ecco che al mattino seguente la trota apre gli occhietti sorridendo e acchiappa il cellulare convinta, accende e… NIENTE. Nemmeno un sms.

Ma come? E il buongiorno? Che cazzo di ore sono? Le  undici!?? Ma lui si sveglia sempre alle  7!!! E come mai? Che sarà mai successo?

Ecco che la trota parte con l’ansia tipica delle donne e scrive un sms un po’ tristino, ma niente di che: “Tesoro ma… successo qualcosa? Di solito mi scrivi un sms di buon giorno… spero tutto ok! Baci baci!”. E poi va a fare colazione. La sua giornata si preannuncia un delirio senza precedenti.

Ovviamente a questo sms la risposta arriverà solo a tarda sera, e durante il giorno la nostra amica trota non farà altro che telefonare alle amiche sfogandosi: “Cioè ma leggi ‘sto sms di ieri sera, ti pare normale? Cosa sarà mai successo?”. E via discorrendo.

Durante una telefonata e l’altra la trota scriverà status su facebook enigmatici e deliranti, dove in teoria il miciomacho dovrebbe accorgersi della sua sofferenza, ma niente.

Quando arriveranno sms durante la giornata la trota salterà in aria per poi accorgersi che sono della compagnia telefonica che l’avverte di avere meno di 3 euro nella scheda. Ecco dunque che in serata arriva il miciomacho con la frase del secolo: “Tesoro scusa per oggi ma sono stato molto preso con mia nonna Adele e i miei cugini di Pantelleria… potrai mai perdonarmi?”.

Ecco che la trota cancellerà tutti gli status e chiamerà tutte le amiche avvertendole della lieta novella. Lei ovviamente tempo zero risponderà ma… ancora nessuna risposta immediata.

Questo iter andrà avanti per circa una settimana dove alla fine la trota chiederà spiegazioni dell’allontanamento: “Ok nonna Adele e i cugini di Pantelleria… ma a me pare che tu sia cambiato, se ci sono problemi non hai che da dirmelo, siamo grandi, so incassare se non ti va più di stare con me…”.

A questo sms la risposta giungerà immediata: “Ma stai scherzando? No amore, non ho niente con te giuro.. è un periodo un po’ così, lavoro, famiglia, andrologo… cazzi e mazzi….tranquilla, passerà”. Ovviamente tutto questo è una cazzata colossale.

 

Fino al punto in cui la trota perderà la pazienza e farà esattamente ciò che il miciomacho sperava e che la spingeva a fare: SI ARRENDERA’ . Il tutto ovviamente condito a uno status su facebook del genere “Ogni volta prendo per mano qualcuno e lui immancabilmente mi prende per il culo”, seguito da un sms terminale “basta, non sono una stupida, non hai i coglioni di mandarmi a fanc quindi lo farò io, tanto ormai ho capito che non te ne frega niente, sei stato falso e bugiardo!(segue serie di altri aggettivi qualificativi per il soggetto inqualificabile)BASTA!!!! Vorrei non averti mai incontrato”.

Lui attenderà il giorno dopo per rispondere “Hai ragione, sono uno stronzo, non ti merito… ho la testa così bombardata dai casini generali che non ti ho dato ciò che meritavi, questo è il risultato… perderti è orrendo ma inevitabile, perché…. cazzo se hai ragione!”.

Qui il miciomacho deve sperare, sempre, che la trota non sia una trota salmonata, altrimenti se lo prende nel didietro che è un piacere. Ovvero deve scongiurare che non abbocchi di nuovo e scriva “Io ti sono vicina se vuoi, e ora che ho capito cosa stai passando ritiro tutto, ti adoro!”.

Perché micimachi oh cari, voi non avete i coglioni e si sa, ma a volte le donne sono molto, ma molto, ma molto masochiste. E stupide.

Per cui…ATTENZIONE .

(Questo racconto è di qualche anno fa, l’ho solo rinfrescato un attimo e reso più attuale  parlando di whatsapp… I micimachi esistono sempre, io nel frattempo ho cambiato nuance.).

Testo di @Gy, riproduzione vietata, anche citando la fonte.

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