Punta Bianca, Liguria

Punta Bianca, nel comune di Ameglia, in Liguria, è un luogo che visito spesso, sia in estate che in inverno, ma di cui non avevo ancora scritto nel blog. Ve lo racconto in questo articolo, buona lettura!

Punta Bianca, un’escursione di mare e di storia

Punta Bianca, Liguria, scogliera e bunker visti dal mare
Punta Bianca, Liguria, vista dal mare

Punta Bianca è una falesia che si trova poco a nord di Bocca di Magra e che rappresenta l’estremità meridionale del Promontorio del Caprione, promontorio che separa il Golfo della Spezia dalla pianura alluvionale del Fiume Magra.

Il nome Punta Bianca è dovuto alle bianche rocce calcaree che costituiscono la falesia e che spiccano tra l’azzurro del mare ed il verde del promontorio.

Punta Bianca è un’escursione che permette di abbinare trekking, esplorazione, relax al sole e un bagno al mare (quest’ultimo ovviamente solo nella bella stagione!).

Raggiungibile tramite un sentiero sterrato, offre infatti una bella ed ampia scogliera e la presenza di resti di Bunker tedeschi risalenti agli anni ’20 ed in uso fino alla seconda guerra mondiale.

Poco più avanti della scogliera vi è anche una piccola spiaggia, ma spesso il sentiero che vi conduce è chiuso poiché soggetto a frequenti frane e di conseguenza estremamente pericoloso.

Nota: L’escursione è fattibile anche in mezza giornata.

Come arrivare a Punta Bianca

Punta Bianca è raggiungibile percorrendo la SP29 che collega Bocca di Magra a Montemarcello, risalendola troverete il cartello che indica Punta Bianca. Svoltato a sinistra imboccherete Strada Punta Bianca, la strada termina dopo circa 1 km in uno spiazzo sterrato, qui dovrete parcheggiare per proseguire a piedi.

Nota: lo spazio disponibile per parcheggiare è molto limitato e per questo, soprattutto in estate, può essere davvero difficile trovare posto, occorre inoltre prestare molta attenzione a non parcheggiare ostacolando l’accesso di mezzi di soccorso. In estate l’opzione suggerita è quindi quella di raggiungere Punta Bianca in scooter o di parcheggiare sulla strada provinciale (allungando un poco la camminata), sempre prestando attenzione a non parcheggiare in punti vietati.

Lasciata l’auto dovrete proseguire lungo la stradina sterrata fino a raggiungere, in circa 10 minuti, un bivio dove dovrete scendere a sinistra seguendo le indicazioni “sentiero 434” (il sentiero a destra, il 444, conduce invece a Punta Corvo e Monte Marcello, in occasione della mia ultima visita era però chiuso).

Dopo altri 10 minuti circa arriverete ad alcuni resti dei bunker che, ormai quasi completamente avvolti dalla vegetazione, conferiscono al luogo un fascino davvero unico. Da qui proseguendo a destra lungo il sentiero principale si raggiunge la scogliera, prendendo invece il sentiero a sinistra ci si avventura nell’antica batteria.

La scogliera di Punta Bianca

Il tratto di sentiero che scende alla scogliera è il più scosceso, ma alcuni lavori di riordino effettuati a fine estate 2020, lo hanno reso più comodo e piuttosto agevole. Dai bunker per arrivare alla scogliera servono pochi minuti, il tempo totale del percorso è quindi di circa 20/30 minuti totali.

La scogliera di Punta Bianca è costituita da ampi lastroni di roccia piatti e lisci che permettono di sdraiarsi comodamente al sole, laccesso al mare è facilitato dalla presenza di alcune scalette. Il mare è subito profondo quindi fare il bagno qui è consigliato a chi sa nuotare abbastanza bene ed è sconsigliato invece ai bambini.

Il mare di fronte alla falesia di Punta Bianca offre la possibilità di ammirare molti tipi di pesci ed è quindi perfetto per gli amanti dello snorkeling.

I bunker di Punta Bianca

Imboccato lo stretto sentiero a sinistra dei primi resti della batteria, si raggiunge uno spiazzo in cemento a picco sul mare da cui lo sguardo spazia sul mare aperto, sulla costa Toscana e sulle piccole, incantevoli isole della Palmaria, del Tino e del Tinetto. Sullo spiazzo occorre prestare la massima attenzione poiché non è presente alcun tipo di protezione.

Imboccando un altro piccolo sentiero a sinistra dello spiazzo, che altro non è che il tetto dei bunker, è possibile scendere più in basso e scoprire anche parte dell’interno dei bunker.

Ancora più in basso si possono scorgere i resti di un vecchio porticciolo, in occasione della mia ultima visita (ottobre 2020) il sentiero che vi scende era però impraticabile perché ormai sommerso da una fittissima vegetazione.

Storia dei Bunker

La batteria di Punta Bianca fu realizzata tra il 1915 ed il 1923 ed ebbe un ruolo importante nel contrastare l’avanzata anglo-americana durante la seconda guerra mondiale.

La presenza di questa batteria ed il conseguente bisogno di distruggerla portò a numerosi bombardamenti sulla zona di cui uno provocò molte vittime nel borgo di Montemarcello.

Lungo il sentiero che scende a Punta Bianca oltre i bunker veri e propri, sono presenti anche altri vecchi edifici che servivano come depositi, punti di avvistamento, uffici e alloggi. In tutta la zona sono inoltre presenti gallerie e cunicoli, ora chiusi, che collegavano le varie postazioni le une alle altre.

Nel 1945, in seguito ad una missione, furono catturati 15 soldati americani che furono poi fucilati proprio lungo questo sentiero, in loro memoria, al suo inizio, si trova una targa commemorativa.

Consigli utili per l’escursione

L’escursione a Punta Bianca non è particolarmente difficoltosa ma per chi è poco allenato può risultare un po’ faticosa in risalita.

Il terreno in alcuni punti e più scosceso e sdrucciolevole e per questo è necessario indossare scarpe adatte al trekking.

Se decidete di passare l’intera giornata sulla scogliera non dimenticate di portare con voi acqua e cibo poiché non è presente alcun punto di ristoro.

Siete mai stati a Punta Binaca? Avete altri suggerimenti o curiosità su questo luogo? Se vi va raccontatemelo nei commenti!

Articolo e foto ©Sabrina Musetti, diritti riservati/riproduzione vietata. 

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