Mete Gattofile in Italia e nel Mondo

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Chi mi segue da tempo sa bene che oltre la scrittura ed i viaggi un’ altra mia grande passione sono i gatti. Non poteva quindi mancare in questo blog un articolo dedicato alle mete gattofile in Italia e nel mondo. Questo articolo è un estratto dal mio libro Girogattando, libro in cui ho unito le passioni per il viaggio e per i gatti raccontando storie di gatti viaggiatori ma riservando una breve sezione anche alle mete gattofile in giro per il mondo. In fondo all’articolo trovate i link ai miei libri gattofili ed ad altri miei progetti gattofili in rete! Buona lettura!

Mete gattofile – Piccola guida per viaggiatori “gattari”

Se siete folli amanti dei gatti, ma il vostro gatto non è un tipetto avventuroso e portarlo in vacanza con voi lo stresserebbe troppo, potreste decidere di passare le vostre vacanze in luoghi dove comunque non sentirete la mancanza della tanto amata presenza felina. Molte sono le mete gattofile in giro per il mondo, così come molti sono gli angoli gattofili da scoprire in alcune famose mete turistiche, eccovene alcune!

Mete gattofile in Italia

ROMA

PH: gattidiroma.net/web/it

Il mio viaggio tra le mete gattofile italiane non può che partire da Roma. La città eterna fin dall’antichità ha infatti mostrato un grande amore per i gatti che erano profondamente rispettati e venerati.

Oggi Roma ospita un numero notevole di colonie feline molte delle quali situate proprio presso luoghi di grande interesse turistico. Tra le colonie più famose vi è quella dei gatti che vivono tra le rovine di Largo di Torre Argentina. In questo famoso sito archeologico i gatti sono oltre trecento e di loro si prendono cura molti volontari.

VENEZIA

Fonte foto; venicewiki.org

Un’altra famosa città italiana che può definirsi anche una meta gattofila è Venezia. Numerosi sono i gatti, accuditi dai cittadini, che gironzolano indisturbati e rispettati per le calli. A Venezia vi è addirittura una libreria in cui vivono i gatti, la Libreria Acqua Alta, un luogo magico davvero imperdibile.

Un altro luogo gattofilo veneziano è Malamocco, presso l’Isola del Lido, qui è infatti presente un rifugio che da ospitalità ad un gran numero di randagi.

BROLO

Mete gattofile Italia, Brolo
Fonte foto: brolodinonio.com

Oltre la spiaggia dei gatti in Italia vi è anche un “paese dei gatti”: Brolo. Questo piccolo paesino si trova in Piemonte, sulla sponda occidentale del Lago d’Orta, ed è diventato famoso come il “paese dei gatti” perché è ricco di rappresentazioni di questo felino. Su ogni edificio del paese è infatti in qualche modo raffigurato almeno un gatto attraverso murales, meridiane, banderuole, statue o dipinti.

Nel 2006 a Brolo è stato addirittura dedicato un monumento a questo felino. Si tratta di una statua in acciaio realizzata da Orlando Piazza, che è stata collocata in un aiuola su di una terrazza a lato della strada provinciale. L’idea è stata portata avanti da alcuni abitanti intenzionati a caratterizzare il paese con l’animale che fin dai tempi delle sue origini ne è stato il simbolo.

Si pensa che il gatto sia diventato il simbolo di Brolo poiché gli abitanti ne tenevano in gran numero per liberare il borgo dai topi.

CIUBIZ e SEBORGA , due borghi in cui i gatti sono più degli uomini

Ciubiz e Seborga sono due piccoli borghi che si trovano rispettivamente in provincia di Udine e di Imperia. La particolarità che fa sì che questi borghi possano essere definiti a tutti gli effetti “paesi dei gatti” è che in entrambi la popolazione felina batte quella umana.

A Ciubiz vivono 5 umani e 26 gatti, di cui 24 neri e due grigi. A Seborga vivono 320 umani e un numero non precisato ma sicuramente maggiore di gatti.

In entrambi i borghi i gatti sono accuditi con grande affetto dagli abitanti che non fanno mancare loro né cibo né coccole.

SU PALLOSU, la spiaggia dei gatti- la più famosa tra le mete gattofile italiane

PH: pagina Facebook Oasi felina su Pallosu

In Sardegna precisamente in provincia di Oristano, esiste una “spiaggia dei gatti” che è famosa in tutto il mondo: Su Pallosu.

Su Pallosu è un piccolo borgo marino, il più piccolo d’Italia, in cui vivono solo una decina di persone ma oltre 60 gatti. I gatti di Su Pallosu, sfamati ed accuditi in ogni loro necessità in particolare da due degli abitanti del borgo, vivono tra la proprietà di questi ultimi e la spiaggia.

Nel corso degli anni Su Pallosu è diventata una vera attrazione per i turisti che, in numero sempre crescente, vanno a visitare questo borgo per ammirare e fotografare i gatti che lo popolano. Per salvaguardare la tranquillità dei gatti, i responsabili della colonia hanno iniziato da qualche anno ad organizzare visite guidate gratuite. I responsabili della colonia hanno chiesto l’inserimento della stessa nel Patrimonio dell’ Unesco.

Mete gattofile nel mondo

AMSTERDAM

Ph: wikipedia.org

Amsterdam, la capitale europea più trasgressiva, è da sempre una città che ama molto i gatti, è consueto infatti trovarne in negozi, pub, coffe shop e vederli curiosare il mondo da dietro le finestre dei palazzi.

Ad Amsterdam tra i tanti originali musei, non poteva quindi certo mancare un museo dedicato al gatto. Il Katten Kabinet, il museo del gatto di Amsterdam, si trova in un bellissimo palazzo settecentesco situato nel cuore della città ed è ovviamente dedicato ad un gatto: JP Morgan, un bel gattone rosso che dal 1966 al 1983 è stato fedele compagno di Bob Meijer, fondatore del museo. Il museo ospita tantissime opere che raffigurano gatti, si va dai dipinti, alle statue, agli oggetti più strani. Alcune delle opere esposte sono di nomi importanti come Rembrant e Picasso.

Ad Amsterdam un’altra meta gattofila da non perdere è il Poezenboot, un rifugio per gatti che si trova su un barcone posto sul canale Singel. Il rifugio è nato per idea di Henriette Van Weelde, una gattara che non sapeva più dove sistemare i tanti randagi che soccorreva. Il rifugio sull’acqua è un’attrazione per i turisti amanti dei felini.

ISTANBUL

Nella cultura islamica il gatto è un animale tenuto in grande considerazione poiché la leggenda narra che fu proprio un gatto a salvare Maometto dal morso di un serpente. Non può quindi stupire se Istanbul, una tra le città islamiche più cosmopolite e ricche di storia, è famosa anche come “città dei gatti” per il gran numero di gatti che la popolano.

Ad Istanbul si incontrano infatti gatti in ogni angolo della città: per le strade, nelle piazze, nei bazar, nei negozi e persino nelle moschee. Curati ed accuditi dagli abitanti e coccolati dai turisti, anche i gatti di Istanbul sono ormai un simbolo della città. Famosissimi sono i gatti della Moschea Rosa e della Moschea Blu che vengono immortalati nelle foto ricordo dei turisti di tutto il mondo. Questi gatti si aggirano tranquilli nelle chiese quasi ne fossero i silenziosi custodi.

Un’altra numerosa colonia di gatti sorveglia invece il sito archeologico degli scavi del Gran Palazzo. Nel quartiere di Fatih i gatti la fanno da padrone nei bazar acciambellati su tappeti, sedie o libri, mentre in quello di Nisantasi sono state allestite per le strade un gran numero di cucce in cui i randagi di Istanbul possono trovare riparo.

Ad Istanbul è presente anche un originale ostello, lo Stray Cat Hostel, che oltre ai turisti da ospitalità anche ai gatti.

Kuching – Bòrneo

Mette gattofile, Kuching, Bòrneo

In Malesia, nel cuore del Bòrneo, nello stato del Sarawak, esiste una città conosciuta come la città del gatto: Kuching.

Kuching in lingua locale significa proprio “gatto” e, anche se non è certo che l’origine di questo nome derivi effettivamente dal felino, la città tiene molto a rispecchiare il proprio nome e per questo le vie e le piazze sono ricchissime di raffigurazioni di gatti. Il gatto è ovviamente il simbolo della città ed è raffigurato addirittura sui tombini.

Nella città del gatto non poteva certo mancare un museo dedicato a questo felino ed infatti a Kuching è presente uno dei più importanti musei dedicati al gatto del mondo: il Meow Museum o Cat Museum.

Il museo, fondato nel 1993, espone oltre duemila oggetti raffiguranti il gatto tra cui fotografie, disegni, locandine ed addirittura esemplari mummificati di gatti egiziani. Nel museo è presente anche un esemplare mummificato di Felis Badia, il gatto più raro del mondo. Il museo ospita inoltre un centro studi dedicato alla storia del gatto ed alla raccolta di leggende, racconti e notizie sul felino.

A Novembre a Kuching si svolge il Pesta Meow, Festival del gatto, che dura per un mese intero.

Chefchaouen – Marocco

Mete gattofile, Chefchaouen, Marocco

Il Marocco si dice sia uno dei paesi con il più alto numero di gatti al mondo e, nel Nord del paese, vi è una cittadina in cui questi adorabili felini la fanno da padrone: Chefchaouen.

Situata nella regione di Tangeri, ai piedi dei monti del Rif, questa splendida città, dichiarata Patrimonio Mondiale dell’Umanità, è famosa per il caratteristico colore della sua medina, la città vecchia, che è dipinta quasi interamente di blu e che le è valso il nome di “città blu” del Marocco.

Le motivazioni per cui la città sia stata dipinta di questo colore sono incerte, si sa tuttavia che l’usanza è iniziata attorno agli anni trenta. Alcune fonti sostengono che sia stato scelto questo colore perché tiene lontane le zanzare, altre che i rifugiati ebrei l’abbiano voluta blu poiché è il colore simbolo del Paradiso.

Qualunque siano le motivazioni certo è che questa città offre un’atmosfera magica e surreale, e quali creature potevano integrarsi alla perfezione in tale atmosfera se non i gatti?

La città di Chefchaouen è infatti popolata da centinaia di gatti che si aggirano indisturbati per i vicoli della medina. Seduti sulle scale colorate, acciambellati davanti agli usci o sui davanzali delle finestre delle case, i gatti di Chefchaouen osservano tranquilli ed incuriositi lo scorrere della vita della piccola città, rispettati dagli abitanti che non gli fanno mai mancare cibo ed acqua fresca.

I gatti di Chefchaouen sono molto amati anche dai turisti che, durante la visita della città, si soffermano per elargirgli coccole e carezze e per immortalarli nelle foto ricordo. Molti appassionati di gatti visitano la città proprio con lo scopo di fotografarli e loro, i magici gatti di Chefchaouen, posano fieri ed immobili, consapevoli della loro straordinaria bellezza e forse anche della fortuna di vivere in un luogo così magico e tranquillo.

Isole di Aoshima e di Tashirojima Giappone

Nella terra del Sol Levante il gatto è un animale tenuto da sempre in grande considerazione ed i gatti sono presenti in gran numero in tutto il paese, vi sono però due isole in cui il numero dei felini è tale da averle rese famose nel mondo come le “isole dei gatti”, Aoshima e di Tashirojima.

Aoshima

Ph: wikimedia.org under the Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported license.

Aoshima, situata nel Sud del Giappone, ha una popolazione di venti persone ed oltre cento gatti. I gatti furono introdotti ad Aoshima per risolvere il problema dei topi e qui si sono poi riprodotti in maniera esponenziale.

Lo spopolamento dell’isola è iniziato nel corso della seconda guerra mondiale e non si è più arrestato, le case abbandonate sono diventate così rifugi perfetti per i gatti. Così mentre l’isola si popolava di gatti si spopolava però di uomini.

L’isola non è certo una meta turistica, poiché non vi sono hotel, ristoranti ed addirittura non vi circolano né automobili né biciclette ma, per i grandi appassionati di gatti, una visita ad Aoshima sarà un ricordo unico che resterà per sempre nel cuore.

Tashirojima

Tashirojima si trova nella parte orientale del Giappone e la sua popolazione è composta da gatti e pescatori, con i primi in numero notevolmente maggiore rispetto ai secondi.

A Tashirojima in antichità veniva prodotta la seta ed i gatti furono quindi introdotti per limitare la presenza di topi, animali estremamente golosi di bachi. La popolazione dell’isola, che da sempre si dedicava alla pesca, ha ben accolto i gatti anche per la loro capacità di prevedere l’arrivo delle tempeste. Gli abitanti considerano i gatti i porta fortuna dell’isola e se ne prendono cura con grande attenzione.

Una leggenda racconta che un giorno un pescatore stava raccogliendo delle pietre quando un masso rotolando, inavvertitamente, colpì un gatto uccidendolo. L’uomo fu così dispiaciuto che seppellì il piccolo animale edificando poi sulla sua tomba un piccolo santuario.

Oggi a Tashirojima sono presenti una decina di santuari dedicati ai gatti, molte statue raffiguranti i felini e molti edifici a forma di gatto. La particolarità di quest’isola attira molti turisti che sono ben accolti sia dagli abitanti che dai gatti. Sull’isola è invece, per ovvi motivi, vietato l’ingresso ai cani. [Su quest’isola avrò presto altro da raccontare!]

Houtong – Taiwan

Mete gattofile, Houtong Taiwan
Ph da wikimedia.org under the Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported license.

Houtong è stata fino alla metà degli anni sessanta un importante centro industriale di Taiwan per l’estrazione del carbone, in seguito ad alcune direttive governative la città è però andata spopolandosi e ciò ha permesso ai gatti di divenirne gli indisturbati padroni.

La particolarità di questa cittadina, fuori dai circuiti turistici, è rimasta sconosciuta fino al 2008 quando un gruppo di turisti, arrivati lì per caso, non pubblicò un video dei gatti di Houtong sui social. Il video divenne virale scatenando un’enorme curiosità verso la cittadina che è così diventata una meta gattofila, rinascendo a nuova vita grazie ai gatti che,ovviamente, sono curati e accuditi con grande attenzione dagli abitanti.

E voi avete visitato qualcuna di queste mete gattofile? Se vi va raccontatemelo nei commenti!!!

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Potete dare un’occhiata al mio libro “Girogattando, storie di gatti viaggiatori e mete per viaggiatori gattofili” e agli altri miei libri cliccando qui >>> .

Questi invece i link alle mie pagine gattofile ed al mio sito dedicato ai gatti:

Se conoscete altre mete gattofile, suggeritemele nei commenti!

Articolo estratto dal libro “Girogattando – storie di gatti viaggiatori e mete per viaggiatori gattofili” ©Sabrina Musetti, riproduzione vietata. 

Foto come didascalia, foto di Tashirojima sono fotogrammi dal video documentario giapponese Cat Heaven Island.

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