Isola di Pianosa

Dal Diariol’isola che non ti aspetti

Io che ammiro estasiata il mare che circonda l'isola di Pianosa

“L’ho sempre pensata come mare e natura, ma l’isola di Pianosa è molto, molto di più.
E’ un luogo sospeso in un tempo sospeso.
E’ storia e storie, è vita e vite.
E’ contraddizione: restrizione ma al contempo libertà, la libertà del “contare solo su se stessi”. Ho visto molti luoghi nella mia vita ma qui ho sentito qualcosa scavarmi dentro. Forse è che un po’ Pianosa mi somiglia. Solitaria e lontana, un po’ burbera ed aspra al primo sguardo, ma capace di regalare profonde emozioni a chi ha il coraggio di osservarla più attentamente, di fermarsi almeno una notte a respirarne il silenzio antico, lontano dal frastuono del mondo, per concentrarsi su se stesso, o su chi si ama, per ritrovarsi.”

Ho avuto la fortuna di visitare l’Isola di Pianosa lo scorso settembre, dopo aver vinto un contest legato ad un blog tour organizzato dal blog Trippando e dall’albergo diffuso Ospiti del Borgo di Lorenzana, Pisa. Il contest premiava uno tra i tanti articoli scritti dai blogger partecipanti al blog tour con un soggiorno di 3 notti a Pianosa. Fu scelto come vincitore il mio articolo “Lorenzana, un’oasi di serenità nel cuore della Toscana”. (Tutti i link a fondo articolo)

Non mi sono messa fretta per scrivere di Pianosa perché dalla fine di Settembre fino a Maggio l’isola è completamente inaccessibile ai visitatori. Ma adesso è ora di scriverne! Vorrei riuscire a fornirvi non solo informazioni, ma a trasmettervi l’essenza di quest’isola unica, cosa non affatto facile, perché per capirne la particolarità Pianosa va assolutamente vissuta! In ogni caso ci provo! Buona lettura!

Isola di Pianosa, informazioni generali

Costa Isola di Pianosa

Pianosa fa parte, assieme a Gorgona, Giannutri, Montecristo, Elba, Giglio e Capraia, dell’Arcipelago Toscano. Si trova quindi nell’Alto Tirreno  ad una distanza di circa 14 km dall’Isola d’Elba, fa parte del comune di Campo nell’ Elba e quindi della provincia di Livorno.

Pianosa, dalla singolare forma che ricorda l’osso di una bistecca, deve il suo nome alla caratteristica di essere piana, il punto più alto dell’isola, l’isolotto della Scola, arriva a soli 32 mt di altezza.

L’isola è priva di rilievi perché, a differenza delle altre isole dell’Arcipelago, è formata da sedimenti marini. Il fondale poco profondo ha fatto sì che i sedimenti si accumulassero nelle depressioni, dove cementando sono diventati roccia. Si tratta quindi di una zona carsica, motivo per cui sull’isola c’è l’acqua.

L’isola di Pianosa ha un’estensione di circa 10 km quadrati, la costa si sviluppa invece per 26 km.

Si tratta di una costa frastagliata in cui si aprono numerose calette sabbiose raggiungibili per lo più via mare.  E’ presente solo una spiaggia ampia e molto bella che nulla ha da invidiare alle spiagge tropicali: la Spiaggia della Giovanna o Cala Giovanna.

A Pianosa fu istituita nel 1856 una colonia penale e ciò ha protetto l’isola, permettendole di conservare intatti specie ed ambienti marini ma anche terrestri.

“Il mare di Pianosa è rimasto lo stesso di 100 anni fa”, mi hanno raccontato.

Dalla chiusura del carcere nel 1998, l’isola è passata sotto la tutela del Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano -in cui era stata inserita nel 1996- diventando area protetta. L’accesso è quindi regolamentato e controllato e sono vietate attività quali la pesca, le immersioni e la navigazione senza apposita autorizzazione. 

Sull’isola possono approdare solo le imbarcazioni autorizzate e l’accesso è a numero chiuso, ciò l’ha resa un piccolo paradiso di pace.

Dal 2005 Pianosa è inoltre sottoposta a vincolo archeologico.

Solo una piccola parte dell’isola è visitabile liberamente. Questa parte è quella che comprende il porticciolo, il vecchio paese abbandonato e la Spiaggia della Giovanna. Il resto dell’isola è visitabile solo accompagnati da guide turistiche autorizzate che propongono escursioni a piedi, in bicicletta o in carrozza.

L’isola è aperta alle visite da Aprile/Maggio fino a Settembre/Ottobre , con partenze uniche giornaliere, da Marina di Campo ( Elba) o Piombino

Come arrivare a Pianosa

Traghetto per Isola di Pianosa

Pianosa è raggiungibile giornalmente, da Aprile a Settembre, con linea della compagnia Aquavision dall’Isola d’ Elba, precisamente da Marina di Campo. La partenza del traghetto da Marina di Campo è alle ore 10:00. Il rientro da Pianosa è alle 17:00. La durata della traversata è di circa 35 minuti. Il costo per andata/ritorno è di:

  • € 30 per adulti
  • € 15 bambini 4/12

Personalmente ho utilizzato questa corsa. Le partenze sono state puntualissime e la traversata piacevole nonostante in andata il mare fosse un po’ agitato. Le motonavi dispongono di posti a sedere sia interni che esterni. Io ho optato per questi ultimi poiché all’aria aperta avevo l’impressione di sentire meno il beccheggiare del traghetto.

Da metà giugno ai primi di Settembre vi sono partenze anche da Piombino. La partenza da Piombino è alle ore 8:30. Il rientro da Pianosa è alle 17:00. La durata della traversata è di circa 2 ore e 30 minuti. Il costo per andata/ritorno è di:

  • € 40 per adulti
  • € 25 bambini 4/12

Nota: la corsa da Piombino con Aquavision prevede scalo e cambio imbarcazione a Marina di Campo. Per il mese di Giugno 2020 la corsa Piombino Pianosa viene effettuata solo nei giorni di Sabato e Domenica.

biglietti per Pianosa possono essere acquistati tramite le agenzie di viaggio convenzionate, le biglietterie a Marina di Campo Piombino. (Personalmente l’ho acquistato direttamente sul traghetto.)

Con la compagnia Toremar si può raggiungere raggiunge Pianosa da Piombino ogni martedì. La partenza è alle 8:20, il rientro alle 14:10. Il tempo della traversata è di circa 2 ore 45 minuti. I costi sono di:

  • € 51,34 adulti
  • € 36,38 bambini 4/11 anni
  • gratuiti bambini 0/3 anni

Un mio consiglio: visto il poco tempo di permanenza sull’isola, consiglio l’opzione Toremar se si soggiorna sull’isola. E’ possibile prenotare andate e ritorno singolarmente e quindi con compagnie diverse.

Ticket di accesso all’isola di Pianosa

L’accesso al territorio protetto dell’Isola di Pianosa è sottoposto al pagamento di una tassa di ingresso pari a:

  • € 8 nei mesi di Luglio ed Agosto
  • € 6 nei restanti periodi.

Sono esenti dal pagamento del ticket:

  • bambini sotto i 12 anni
  • disabili
  • chi si reca a Pianosa per motivi di servizio o istituzionali

Il ticket si acquista assieme al biglietto del traghetto.

I residenti nell’arcipelago toscano hanno tariffe speciali ridotte sia per i biglietti traghetti che per il ticket.

Ovviamente a Pianosa non si può portare l’automobile.

Cosa fare e cosa vedere a Pianosa

Come dicevo sopra, Pianosa è visitabile liberamente per una piccola parte, se si viene scoperti in zone interdette si rischia una multa da € 100 a € 750.

Cosa è possibile visitare da soli

Da soli si possono visitare:

Spiaggia della Giovanna o Cala Giovanna

Isola di Pianosa, Spiaggia della Giovanna

Questa è la spiaggia più grande dell’isola nonché l’unica su cui si può soggiornare e fare il bagno.

E’ una spiaggia dalla sabbia fine e bianca che nulla ha da invidiare alle spiagge tropicali. L’acqua è limpidissima con colori cangianti dall’azzurro, al turchese, al verde smeraldo. Il fondale è basso e sabbioso e quindi adatto a tutti.

Nota: sulla spiaggia sono presenti accumuli di “alghe”, questo perché nelle acque antistanti la spiaggia è presente una foresta di poseidonia, la miglior conservata di tutto il Mediterraneo. Preservarla è molto importante sia per la salvaguardia dei pesci, a cui fornisce riparo e ossigeno, sia per rallentare l’erosione. Le radici della poseidonia creano infatti una barriera alla forza del mare.- Non è presente servizio di salvataggio.

Il paese

Isola di Pianosa il paese

Passeggiare nel paese abbandonato di Pianosa è sicuramente un’esperienza molto suggestiva. L’impressione è quella di camminare in un paese fantasma e con il buio devo dire incute una certa impressione!

La mia passeggiata ha preso avvio dalla Piazza della chiesa di San Gaudenzio, oltre la quale termina la zona visitabile liberamente. La piazza è incastonata in un muro merlato e vi si accede attraverso un arco posto sotto la torretta dell’orologio. Dalla torretta parte l’unica strada dell’isola lungo la quale il paese si sviluppa.

Dopo pochi metri a sinistra si trova l’edificio della scuola ed a destra, in ordine, la villa dell’Agronomo, il palazzo del Direttore del Carcere– ora Hotel Milena, unico hotel dell’isola [ve ne parlo in dettaglio in un paragrafo dedicato]- il caratteristico edificio delle poste e telegrafi * ed un primo nucleo di case. In uno di questi si trova un ambulatorio medico in cui si alternano medici volontari per prestare qualsiasi tipo di soccorso ai visitatori.

*Nota: nell’edificio Poste e Telegrafi è ospitata l’interessante mostra fotografica “Pianosa com’era”, dove è possibile vedere fotografie e video delle vicende dell’isola. L’ ingresso è gratuito.

Proseguendo troviamo sulla sinistra l’imponente Forte Teglia, l’edificio più antico dell’isola, la cui costruzione fu voluta da Napoleone. Inizialmente adibito a piccola caserma il forte fu poi ampliato diventando luogo di svago per gli abitanti del paese, ospitando cinema e teatro.

Forte Teglia sovrasta i due porticcioli dell’isola, quello in cui attraccano i traghetti Toremar ed Aquavision, e quello più antico che ancora viene utilizzato dalle imbarcazioni della polizia penitenziaria.

Il vecchio porticciolo, incorniciato da mura merlate è stato definito un tempo, ed a ragione, il porticciolo più bello del mondo.

Di fronte a Forte Teglia troviamo un antico cancello in ferro da cui si accede alle Catacombe di Pianosa, le più estese a nord di Roma. Le catacombe sono visitabili solo con guide autorizzate. [Trovate maggiori dettagli sulle catacombe nel paragrafo dedicato alla storia di Pianosa]

Proseguendo si incontra un altro nucleo di edifici completamente abbandonati dietro i quali il paese finisce in un spiazzo da cui si possono ammirare i resti romani della Darsena di Augusto ed il faraglione Marzocco.

Questo era in epoca romana il porto dell’Isola e presumibilmente vi approdò Ottaviano Augusto per far visita al nipote. Ben visibili sono i resti della Peschiera di Agrippa.

In autonomia si possono ammirare anche i resti del Bagno Termale della Villa di Agrippa che si trovano invece al lato opposto, a margine della Spiaggia della Giovanna.

La cantina della colonia penale

A Pianosa si producevano ottimi e rinomati vini. La cantina, per l’epoca molto all’avanguardia, oggi è visitabile liberamente.

Escursioni con le guide

Accompagnati dalle guide autorizzate del parco è possibile visitare molte altre zone dell’Isola, le escursioni proposte sono:

  • Visita al paese di Pianosa
  • Snorkeling alla Cala dei Turchi
  • Giro in Mountain Bike
  • Giro in Carrozza
  • Kaiak
  • Trekking Naturalistico/Archeologico/ Paleontologico

Le escursioni guidate nel dettaglio:

Visita al paese di Pianosa

La visita del paese con una guida permette di approfondirne la storia e di scoprire le abitudini e la vita della comunità che lo abitava. La durata di questa escursione è di circa 1 ora e 30 minuti ed il costo di € 5 per gli adulti, gratuiti i bambini 0-14 anni.

Catacombe

La visita permette di percorrere circa 110 metri dei cunicoli delle catacombe di Pianosa, le più estese a nord di Roma, scoprendone storia e curiosità. La visita dura circa 30 minuti ed il costo è di 5 €.

Trekking Naturalistico

Questa escursione permette di scoprire l’interno dell’Isola caratterizzato dai vecchi muri a secco, dagli edifici carcerari dismessi e dagli ex poderi e coltivi. Durante la passeggiata la guida vi racconterà dell’origine geologica dell’isola, di come si sono formati i fossili, e delle peculiarità faunistiche e naturalistiche dell’isola. Il percorso, semplice ed adatto a tutti, ha una durata di circa 2 ore.Il costo è di € 8 per gli adulti, € 4 per i ragazzi 11-14 anni, gratuito per i bambini 0-10.

Trekking Archeologico

Il percorso archeologico permette di raggiungere aree di scavi che hanno portato alla luce importanti reperti archeologici. L’escursione si conclude con la visita dei resti della Villa di Agrippa Postumo. La durata di questa escursione è di circa 2 ore. Il costo è di € 10 per gli adulti, € 5 per i ragazzi 11-14 anni, gratuito per i bambini 0-10.

Trekking Paleontologico

Questo percorso permette di raggiungere la Grotta di Cala di Biagio dove sono stati ritrovati numerosi utensili preistorici e giacimenti di ossa di cervidi e bovidi che testimoniano il collegamento in epoche remote dell’isola con la terraferma. Il tragitto si snoda tra suggestive calette, muretti a secco e poderi dismessi. L’escursione ha una durata di 2 ore ed il costo è di € 10 per gli adulti, € 5 per i ragazzi 11-14 anni, gratuito per i bambini 0-10.

Snorkeling alla Cala dei Turchi

Questa escursione offre la straordinaria opportunità di ammirare la flora e la fauna marine in un ambiente assolutamente integro. Lo snorkeling si svolge lungo un tratto di costa di circa 1 km destinato dal parco esclusivamente a questa attività. Il costo è di € 15.

Giro in Mountain Bike

In Mountain Bike si attraversano strade sterrate e sentieri che portano a raggiungere l’estremo nord dell’Isola dove si può ammirare la baia del Porto Romano, per poi costeggiare le falesie della costa ovest. La lunghezza del percorso è di 11 km e la durata è di circa 2 ore. Il costo è di € 15 per adulti e bambini sopra i 12 anni, € 5 per le scolaresche ed i bambini sotto i 12 anni.

Giro in Carrozza

Questa escursione permette di scoprire, viaggiando su un mezzo lento ed antico, le bellezze dell’interno dell’isola costeggiando gli antichi muretti a secco, gli Orti di Pianosa ed alcuni edifici dell’ex carcere. La durata del giro in carrozza è di 1 ora e 15 minuti, ed il costo è di € 16 adulti, € 13 ragazzi 4/ 12 anni.

Kaiak

Questa escursione permette di navigare nelle acque protette dell’Isola e di ammirare da vicino la costa con le sue suggestive calette e spettacolari scogliere. La partenza dell’escursione è da Cala Giovanna e la durata è di circa 2 ore e 30 minuti. Il costo è di € 25 per adulti e bambini sopra i 12 anni.

Io ho scelto la visita guidata alle catacombe, il trekking naturalistico ed il trekking paleontologico, rimanendone pienamente soddisfatta.

Dove alloggiare a Pianosa

A Pianosa è presente un unico albergo: l’ albergo Milena. L’hotel è stato ricavato nel palazzo che un tempo la dimora del direttore del carcere.

Le camere sono 12– 11 doppie ed 1 singola- tutte dispongono di servizi privati e sono arredate in maniera semplice ma molto carina utilizzando materiali naturali marini di recupero.

L’hotel dispone anche di una camera jolly, una camera molto ampia posta a piano terra, arredata in maniera più semplice che viene utilizzata in caso di necessità.

L’hotel offre agli ospiti trattamento di pensione completa. I pasti vengono serviti presso il ristorante/bar Brunello (unico ristorante e bar dell’isola) situato a circa 200 metri dall’edificio che ospita le camere. Presso il ristorante posso ovviamente pranzare anche i visitatori giornalieri.

Nota: di fronte al ristorante, sotto una pineta che sovrasta Cala Giovanna,vi è uno spazio attrezzato con tavoli e panchine per consumare pasti al sacco.

Un consiglio: Pianosa è perfetta come escursione di una giornata per chi è alloggiato all’Isola d’Elba, ma se si arriva “dal continente” l’escursione giornaliera non permette di godere appieno l’isola, il consiglio è quindi quello di soggiornare almeno una notte sull’isola. Oltre che essere sicuramente una soluzione più comoda, pernottare sull’isola vi regalerà l’emozione di ammirare un cielo stellato tra i più belli che abbia mai visto e di vivere un’esperienza davvero unica!

Storia e curiosità dell’Isola di Pianosa

Storia dell’isola

Preistoria

Pianosa fu abitata fin dalla preistoria, in particolare un primo insediamento è stato nelle grotte presenti sull’Isolotto della Scola, dove sono state ritrovate sepolture del Mesolitico e del Neolitico.

Molti sono stati anche  i ritrovamenti di manufatti come conchiglie lavorate, punta di freccia ed altri utensili. Alcuni manufatti presentavano parti in ossidiana ma non essendo tale minerale presente sull’isola si è dedotto che provenisse dalla Sardegna, ciò testimonia che si svolgessero commerci tra queste isole già 5000/6000 anni fa.

Altri ritrovamenti rivelano la presenza di una qualche popolazione anche nell’ età del rame e del bronzo.

Epoca romana

Pianosa, chiamata dai Romani Planasia,  era in epoca romana un luogo di deportazione. A Pianosa fu esiliato Agrippa Postumo, nipote adottivo di Ottaviano Augusto, accusato di ingiuste colpe dalla matrigna, seconda moglie di Ottaviano, Livia Drusilla, che a lui preferiva il figlio Tiberio.

Ottaviano Augusto per rendere meno duro l’esilio al nipote cercò di rendere Pianosa più comoda possibile facendovi costruire una villa, un bagno termale marino ed una peschiera. L’esilio durò poco perché dopo 7 anni, quando Tiberio salì al trono, Agrippa fu ucciso da un sicario proprio sull’isola. Pianosa era inserita nelle rotte commerciali del mediterraneo romano come testimoniano importanti ritrovamenti subacquei.

Presumibilmente tra il III e IV secolo fu realizzata a Pianosa un’imponente catacomba con oltre 1000 sepolture.

Del periodo romano sono oggi visibili i resti della peschiera, della villa e le catacombe.

Medioevo

Nel medioevo Pianosa fu sotto la protezione della Repubblica Marinara di Pisa. In quel periodo vi fu edificato un piccolo borgo comprendente un castello, una torre ed alcune case protette da una cinta muraria per far si che l’isola, che disponeva di acqua e risorse, non diventasse una base della pirateria. Si presume che gli abitanti fossero circa 200 e che fossero persone che avevano avuto problemi con la giustizia, decidendo di trasferirsi sull’isola avevano un abbuono.

Pianosa oltre che dai pirati era bramata anche dalla Repubblica Marinara di Genova. Si racconta che poiché l’isola per la sua caratteristica di esser totalmente pianeggiante, sparisce quando sale la nebbia, gli abitanti dessero indicazioni errate alle navi genovesi.

In quel periodo l’isola fu attaccata più volte dai pirati, uno degli attacchi avvenne anche ad opera dal famoso Barbarossa!

Dal VX secolo ad oggi

Nel 1399 Pianosa passò sotto il piccolo Principato di Piombino costituito da Gherardo Appiani, signore di Pisa. Il principato comprendeva, oltre Pianosa, l’Isola d’Elba, Montecristo, Suvereto, Scarlino, Populonia, Buriano e Vignale.

I Principi di Piombino si disinteressarono completamente di Pianosa nonostante le pressioni del Granducato di Toscana e degli Spagnoli di fortificarla per rendere più sicuro quel tratto di mare.

Lasciata in balia delle invasioni piratesche, nel 1553 l’isola subì l’attacco decisivo. Tutti gli abitanti furono portati via e da allora Pianosa rimase deserta.

Oggi del borgo medievale resta solo una piccola torretta. Era presente un tempo anche una torre più imponente ma fu distrutta dagli inglesi attorno al 1800, al tempo delle guerre con napoleone.

Nei secoli successi l’isola fu abitata saltuariamente da elbani nei periodi di pesca e che in parte la coltivarono. Per paura dei pirati questi abitanti saltuari dell’isola preferirono non costruire e soggiornavano nelle grotte.

Nel 1802 Napoleone Bonaparte stabilì che le isole Elba, Capraia, Pianosa, Palmaiola e Montecristo “erano riunite al territorio della repubblica francese. Nel 1805 affidò Piombino, Pianosa e l’ Elba alla sorella Elisa Bonaparte e nel 1806 l’isola fu fortificata. Durante l’esilio all’Elba Napoleone visitò due volte Pianosa e fu sotto la sua direzione che furono avviate le opere di ricostruzione e fu posta a difesa dell’isola una batteria di sei cannoni presidiata da circa 30 militari. Per ospitarli fu costruita una piccola caserma che rappresentò il primo fulcro del forte Teglia.

Con la caduta definitiva di Napoleone, nel 1815, Pianosa passò al Granducato di Toscana, di cui seguì le sorti fino all’annessione al regno di Sardegna e all’Unità d’Italia.

Negli anni delle Guerre d’Indipendenza, Pianosa fu adibita a domicilio coatto per alcuni rivoluzionari. Nel 1858 fu istituita la Colonia Penale Agricola, la prima in Italia.

Dall’istituzione della colonia nacque l’ esigenza di edificare sia le strutture carcerarie che le infrastrutture necessarie per chi vi lavorava e per le loro famiglie e nacque così il paese.

Al contempo furono pianificati i vari poderi della colonia ed in breve Pianosa divenne un piccolo mondo completamente autosufficiente. L’Isola disponeva perfino di una centrale elettrica!

La colonia penale fu chiusa nel 1998 ma l’isola è rimasta comunque un presidio della polizia penitenziaria. Oggi vi si ospitano alcuni detenuti a fine pena che vengono impegnati sull’isola in lavori socialmente utili in vista del reinserimento in società.

Curiosità sull’ Isola di Pianosa

Concludo questo lungo articolo raccontandovi qualche curiosità ed aneddoto sull’Isola di Pianosa:

  • L’Isola di Pianosa, ai tempi della colonia penale completamente autonoma in tutto e per tutto, era un vero e proprio mondo a sé. Il direttore del carcere aveva sull’isola un potere pressoché illimitato e per evitare che fosse preda di manie di grandezza, non veniva lasciato in carica troppo a lungo.
  • La dimora del direttore era nel grande palazzo che oggi ospita l’Hotel Milena, oltre che abitazione del direttore l’edificio era utilizzato anche come foresteria. Nella sontuosa stanza all’ultimo piano del palazzo, che il direttore usava come ufficio personale, nel 1974 fu ucciso l’allora direttore il dott. Masone, di La Spezia. Dell’omicidio si autoaccusò un detenuto- per altro persona di cui il direttore si fidava molto, affidandogli molte mansioni in sua assenza- che non rivelò mai i motivi del suo gesto. In molti sono convinti che dietro alla tragica vicenda ci sia stata una donna.
  • A proposito delle donne dell’isola, mi hanno raccontato che erano poche e per questo tenute in grande considerazione, si dice fino all’eccesso.
  • Sull’isola molto potere aveva anche l’agronomo che gestiva il lavoro di tutta la colonia, la sua dimora era quindi una maestosa villa (al momento della mia visita in fase di ristrutturazione e destinata poi ad ospitare i numerosi reperti archeologici rinvenuti sull’isola, molti dei quali al momento si trovano a Reggio Emilia).
  • I detenuti potevano entrare nel paese per svolgere i più svariati lavori, ma i civili avevano assoluto divieto di accesso alla zona della colonia. In sostanza il muro di cinta era stato creato per tenere fuori dalla colonia i civili e non dentro i detenuti!!
  • Se devo trovare un difetto a Pianosa non può che essere l’ecomostro del grande muro in cemento armato realizzato nel 1979, anno in cui Pianosa divenne carcere per i brigatisti. L’opera di abbattimento e bonifica costerebbe circa 5 milioni di euro per questo al momento l’ipotesi non è presa neppure in considerazione.
  • I primi scavi effettuati sull’Isola di Pianosa tra il 1873 ed il 1875 sono stati realizzati da Gaetano Chierici che era grande amico dell’allora direttore del carcere.
  • i pini presenti -pini da leppo- non sono originari di Pianosa ma vi sono stati portati per bloccare un poco la salsedine e si sono poi diffusi su tutta l’isola
  • A Pianosa fu detenuto anche Sandro Pertini dal 1931 al 1935.

Contatti utili

Hotel Milena: +39 345.9853862 www.hotelpianosa.it

Ente Parco Nazionale Arcipelago Toscano-InfoPark: 0565.908231

Aquavision: 0565 976022 – 3287095470

Toremar: 800 304035

Ringraziamenti e note

Ringraziando il blog Trippando, di Silvia Ceriegi, che ha organizzato il blog tour a Lorenzana ed il relativo concorso che mi ha permesso di vincere il soggiorno a Pianosa, vi invito a scoprire anche l’albergo diffuso Ospiti del Borgo, gestito dalla stessa cooperativa che gestisce l’ Hotel Milena, la Cooperativa Arnera, e naturalmente “Lorenzana, un’oasi di serenità nel cuore della Toscana”.

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Articolo e foto ©Sabrina Musetti, riproduzione vietata. 

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3 thoughts on “Isola di Pianosa

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