Stretti di Giaredo: un’insolita avventura nella natura incontaminata della Lunigiana (aggiornato 2019)

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Stretti di Giaredo. Aggiornamento Agosto 2019. 

Me agli stretti di Giaredo
Ph: Gianni Bedini

Visitai per la prima volta gli Stretti di Giaredo nel Luglio 2016. Seppure così vicino a me, li scoprii per caso leggendo un articolo su una rivista dedicata ai viaggi avventurosi. Quella prima visita mi lasciò incantata e meravigliata ma purtroppo il sopraggiungere di un temporale mi costrinse a tornare indietro appena superate le prime due pozze. Finalmente nei giorni scorsi sono riuscita a tornare e a risalire tutto il canyon 😍! In questo post vi fornisco tutte le informazioni utili ed aggiornate per vivere questa  bellissima escursione che vale sicuramente la pena di fare se vi trovate in Lunigiana.

Buona lettura!


Indice articolo:


Stretti di Giaredo: spettacolari canyon nel cuore della Lunigiana

Stretti di Giaredo, una delle cascate lungo gli stretti
Ph: Gianni Bedini

Gli Stretti di Giaredo sono degli spettacolari canyon naturali scavati dal torrente Gordana, in Lunigiana, a cavallo tra i comuni di Pontremoli e Zeri.

L’acqua, la pietra ed i giochi di luce a cui il sole da vita, insinuandosi nelle gole, donano a questo luogo un’atmosfera magica e suggestiva.

Gli Stretti di Giaredo, poco battuti dal turismo di massa, offrono la possibilità di godersi una bellissima avventura immersi nella pace e nella tranquillità di una natura ancora incontaminata.

E’ infatti possibile risalire gli Stretti di Giaredo camminando lungo il torrente fino ad arrivare alla diga sovrastante.

Il percorso risale per circa un paio di chilometri snodandosi tra gole lunghe anche trenta metri, laghetti e cascate.

Stretti di Giaredo, inzio del Canyon

Stretti di Giaredo, giochi di luce all'imbocco del canyon

Stretti di Giaredo, giochi di luce

In alcuni punti ( circa 5 ) è necessario nuotare poiché il torrente in questi punti forma delle piccole pozze in cui l’acqua supera i due metri di altezza.

La durata del percorso completo, fino alla diga, è di circa due ore ed è possibile effettuarlo sia con visita guidata, sia in autonomia. Con la visita guidata viene fornito anche un equipaggiamento costituito da muta, caschetto e giubbotto salvagente per chi non sa nuotare.

L’ultimo tratto per risalire alla diga è però gia’ fuori dal canyon vero e proprio, che quindi si può ritenere interamente percorso dopo la quinta pozza (la più stretta).

Stretti di Giaredo, addentrandosi nel canyon

Stretti di Giaredo, scorcio

Stretti di Giaredo

Stretti di Giaredo: consigli utili per vivere l’avventura in sicurezza

Il percorso degli Stretti di Giaredo non è particolarmente difficile, occorre tuttavia tenere presente che la difficoltà varia a seconda delle stagioni e della portata d’acqua del torrente Gordana.

L’estate è il periodo più adatto per effettuare questa escursione, che è invece assolutamente sconsigliata in inverno, primavera e autunno.

Poiché il percorso in alcuni punti presenta pozze in cui l’acqua è alta oltre due metri, l’escursione è poco indicata per chi non sa nuotare se non munito di giubbotto salvagente.

L’acqua in alcuni punti è molto fredda, quindi è consigliato l’uso di una muta.
E’ consigliato anche l’uso di scarpette adatte a camminare sui sassi.
Sono indispensabili custodie e borse impermeabili per macchine fotografiche e cellulari.

E possibile anche portare un canottino per bambini per tenere all’asciutto borse o zaini, ricordando però che rappresenta poi un ingombro nei tratti dove l’acqua è bassa.

Vista la temperatura piuttosto bassa dell’acqua non è consigliabile iniziare il percorso dopo aver mangiato per il rischio di congestioni.

Personalmente ritengo l’escursione poco adatta a bambini troppo piccoli e ai cani.

Purtroppo questa escursione non è adatta a chi ha delle difficoltà motorie poiché in alcuni tratti è necessario arrampicarsi sulle rocce.

Stretti di Giaredo, seconda pozza

Stretti di Giaredo: come raggiungerli

Gli Stretti di Giaredo sono raggiungibili solo con mezzi propri o comunque privati.

Da Pontremoli ( uscita autostrada A 15) occorre seguire le indicazioni per Zeri sulla statale provinciale SP37.

Superati i viadotti dell’autostrada dovete imboccare la strada sulla sinistra, seguendo l’ indicazione per Cavezzana Gordona – Valunga.

Lungo la strada, dopo un piccolo gruppetto di case, si incontra un bivio, scendete a sinistra e proseguite la discesa.

Poco distante dal bivio, sulla destra, in corrispondenza di una curva, trovate una piccola strada sterrata che procede in discesa, imboccatela e da qui in un paio di minuti arriverete ad uno spiazzo* dove potete lasciare l’auto ed iniziare il percorso di risalita.

[*Nota: in occasione della visita di Agosto 2019, poco prima dello spiazzo una frana impedisce di proseguire con l’auto che va quindi lasciata lungo la stradina sterrata]

Si arriva all’inzio canyon dopo aver risalito il torrente per una quindicina di minuti.

C’è chi imbocca il sentiero a destra (ignorando il cartello di proprietà privata), per arrivare in pochi minuti in un punto più alto del torrente, proprio a pochi metri dall’inizio del canyon, ma essendoci dei lavori in corso lo sconsiglio vivamente.

Secondo me vale infatti la pena effettuare tutta la risalita del torrente Gordana, poiché anche il tratto prima del canyon offre comunque suggestivi scorci.

Stretti di Giaredo, uno scorcio della prima parte della risalita

Stretti di Giaredo, uno scorcio del primo tratto

Semplici regole per rispettare la natura degli Stretti

Gli Stretti di Giaredo sono un meraviglioso angolo di natura incontaminata ed è doveroso rispettare alcune regole per far si che questo paradiso non venga rovinato.

Ricordate quindi  che:

  • Le rocce, le pietre e le pareti rocciose non vanno deturpate
  • Gli animali non devono essere infastiditi
  • La flora non va danneggiata
  • Non si devono accendere fuochi
  • Non  si devono abbandonare rifiuti di alcun genere
Stretti di Giaredo, incontro con un abitante del luogo
Ph: Gianni Bedini

 

Dal diario di viaggio

 13 Luglio 2017 . “All’imbocco del canyon, di fronte alla prima pozza ho esitato. L’impatto con l’acqua gelida, il pensiero della sua profondità sotto di me e della maestosità delle rocce che mi sovrastavano mi hanno bloccato per un attimo. Mi sono guardata intorno, quella stretta gola semi buia, mi è sembrata il varco di passaggio tra due mondi. Quel varco racchiudeva però alcune delle mie più grandi paure: l’acqua, il buio, l’ignoto. Da sola non potevo farcela. Ma poi ho pensato che  oltre quella pozza vi era un luogo speciale, che si offre solo ai più temerari. Le cose più belle non sono mai facili. Dovevo  vincere un’altra sfida con me stessa… In fondo erano solo un paio di metri… E allora un respiro profondo e via, incurante del freddo e della mie paure! E’ stato faticoso, almeno per me che sono fuori allenamento, ma ogni singolo passo mosso in quel mondo incantato ne è valso la pena! Un temporale improvviso mi ha costretto a tornare indietro ma presto tornerò per portare a termine questa avventura, questa sfida…”

17 Agosto 2019. ” Sarà perché ero meglio equipaggiata e perché ero in compagnia di una persona che gli stretti li ha risaliti varie volte, o forse solo perché sono molto più forte rispetto a tre anni fa, ma in questa mia seconda visita agli Stretti non ho avuto un solo attimo di esitazione, godendomi ogni singolo istante di questa fantastica esperienza.

Guardate il video!

Ed eccovi un fantastico video girato durante una risalita degli Stretti di Giaredo dall’amico fotografo Gianni Bedini che vi farà vivere appieno la magia di questa straordinaria avventura!

E voi siete mai stati agli Stretti di Giaredo? Se sì, raccontatemi le vostre emozioni nei commenti!!!

Scoprite altri angoli della Lunigiana cliccando qui!

Articolo e foto di ©Sabrina Musetti, salvo dove diversamente specificato, riproduzione vietata senza citare la fonte. 

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21 thoughts on “Stretti di Giaredo: un’insolita avventura nella natura incontaminata della Lunigiana (aggiornato 2019)

  1. Ma che meraviglia. I posti meno conosciuti sono quelli che nascondono bellezze inaspettate e per gli amanti della natura come me è l’ideale.

  2. Deve essere uno spettacolo risalire il torrente. Ricordo un’escursione simile fatta da ragazzo all’Orrido di Botri. Acqua limpida e
    colori meravigliosi sono ancora bene impressi nella mia memoria.

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