Io, il panico e… Ligabue – Lettera aperta a Luciano

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In questi giorni si parla ovunque ( Tv, giornali, internet) del nuovo film di Ligabue “Made in Italy” che uscirà proprio oggi. Dopo “Radio Freccia” e da “Zero a Dieci” il Liga è tornato ad indossare i panni del regista con un film che, almeno dai trailer  che si vedono in giro, sembrerebbe essere un film in cui non sarà difficile riconoscersi per molti di noi. Ma non è del film che voglio parlare adesso….

Chi mi conosce o ha letto la mia storia sa che ho convissuto 31 anni con una forte sindrome di attacchi di panico. Per me era difficoltoso, e per un lungo periodo è stato addirittura impossibile, fare le cose più semplici e normali per una giovane ragazza come andare in pizzeria, al cinema o ad un concerto.  Immancabilmente in quelle occasioni venivo letteralmente colta da un attacco di panico: tachicardia, difficoltà di respirazione, senso di disrealizzazione e dovevo fuggire via.

Ovviamente evitavo quindi ogni situazione per me a rischio restandomene chiusa nel mio guscio e guardando il mondo “da un oblò”.  E’ andata avanti così fino al 2013 anno in cui, quando ormai non ci speravo più, è avvenuto il miracolo della liberazione. Se mi guardo indietro ancora non so come ci sono riuscita, perché credetemi il panico è un mostro  davvero difficile da sradicare, ma di certo so che ci sono state anime che, in maniera diversa e più o meno diretta, hanno contribuito a tale liberazione.

Ma cosa c’entrano Ligabue ed il film Made in Italy con il mio panico vi chiederete…

Beh, innanzitutto una delle anime che ha contribuito alla mia guarigione è stato proprio Luciano Ligabue e poi…..  nel “mio mondo libero” c’è ancora un piccolo scoglio da superare: non sono ancora riuscita a trovare il “coraggio” di entrare in un cinema!

L’ultima volta  che sono entrata in una sala cinematografica è stato al tempo del film La Sirenetta (anno 1989 ), ho avuto una crisi molto forte nel bel mezzo del film e dal quel momento non vi  ho più messo piede.

Forse potrebbe esser proprio “Made in Italy” l’occasione per chiudere definitivamente la porta sul periodo più buio della mia vita. Questo weekend proverò quindi,  dopo tutti questi anni, a rientrare in un cinema. Andrà bene? Penso di sì, sono un’altra persona adesso, una persona finalmente libera!

Ma al di là di come andrà, nel frattempo, ringrazio pubblicamente Luciano ( anche se so che mai leggerà queste righe) per avere posto due piccole ma decisive basi nella costruzione del “mio mondo libero”!

Lettera aperta a Luciano Ligabue: semplicemente grazie!

“Caro Luciano,

ti ho scoperto nel ’90, ricordo che chissà come mi capitò tra le mani un’audiocassetta del tuo primo album “Ligabue”.

Lo ascoltai per curiosità chiedendomi chi mai fosse questo Ligabue e così scoprii canzoni come “Piccola stella senza cielo”, “Non è tempo per noi”, “Figlio di un cane”…. Erano troppo me!

Catturata da quelle canzoni  ho iniziato a seguirti senza abbandonarti più, ritrovando sempre una parte di me in ogni tuo album.

Succede a tutti, lo so, infatti non è per questo che voglio ringraziarti.

Nello stesso anno, o forse era l’anno successivo, tu venisti a suonare dalle mie parti.

Non eri ancora famoso e suonavi ad un Festa dell’Unità.

Avrei voluto così tanto esserci ma non ho potuto. Il panico, il maledetto panico che mi ha accompagnato per trent’anni a quel tempo aveva troppo potere su di me.

Ci provai però! Ma quando arrivai lì e vidi tutta quella gente fui presa da una crisi.

No, non potevo farcela! Sono fuggita, mi sono rifugiata in auto e ti ho sentito cantare da lì. E’ stato bello lo stesso!!!

Poi sei diventato il  grande Liga ed io ho continuato a seguirti dal “mio mondo prigioniero”.

Nel 1997 il tuo tour  prevedeva un concerto alle Cascine di Firenze ed allora mi sono detta che forse era la volta buona per provare a spezzare la maledizione del panico.

Ho acquistato il biglietto senza saper se sarei davvero riuscita ad entrare ma dovevo almeno provare!

Quella volta ci riuscii! Finalmente il 3 Luglio 1997, a ben 26 anni, vissi l’emozione del mio primo concerto!

Furono ore di totale coinvolgimento e di  completa “libertà”.

Finito il concerto piansi di gioia. Una cosa per gli altri normali, per me era stata una grandissima vittoria!

Non so se fu la botta di vita che mi diede quella serata ma fatto sta che, dopo tre anni di tentativi, un mese e mezzo dopo il tuo concerto scoprii di essere incinta!

L’anno successivo nacque mia figlia, ed indovina con che canzoni la cullavo  per farla addormentare?

Nel 2010 il tour  invernale di “Arrivederci mostro” prevedeva un concerto a Livorno e come potevo non tentare di nuovo.

E così eccomi di nuovo lì, il 4 Dicembre 2010, al secondo concerto della mia vita con la mia bambina (al suo primo concerto)!

Certo il panico governava ancora la mia vita ma almeno vi era qualcosa o meglio qualcuno che mi aveva spinto a contrastarlo anche se solo per poche ore e sono certa che quei  due concerti hanno rappresentato due piccoli ma decisivi passi sulla via della liberazione totale, avvenuta nel 2013 ( a 40 anni suonati!).

E allora nel 2015, finalmente libera, eccomi anche al Campo volo, senza accompagnatori, senza paura della folla (150.000 persone) a festeggiare i tuoi 25 anni di carriera!

La tua festa ed un po’ anche la mia festa!

Quindi grazie Luciano!

Grazie  per aver reso più leggeri gli anni di una gioventù prigioniera, grazie per avermi dato un po’ di spinta ad affrontare il mondo fuori e grazie per avermi regalato i due momenti  “più liberi” dei miei primi 40 anni!

Sabrina”

Testo di ©Sabrina Musetti- Riproduzione vietata senza citare la fonte Protected by Copyscape


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