Bambini dimenticati in auto: vittime innocenti di una società malata

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bambini dimenticati in auto, vittime innocenti di una società malata

E’ successo di nuovo. Una bambina è morta dimenticata in auto dalla madre andata al lavoro convinta di averla lasciata all’asilo nido.

La piccola Tatiana, questo il nome della piccola, è rimasta in auto per sei ore prima che la madre, finito il suo turno di lavoro, si accorgesse della tragedia. Una mamma attenta, premurosa ed affidabile. Come attenti e premurosi erano i genitori dei tanti, troppi bambini dimenticati in auto e che hanno avuto lo stesso triste destino di Tatiana.

Da madre auguro a questa madre di perdere la ragione perché vivere il dolore della consapevolezza di avere pur involontariamente provocato al morte della propria figlia è la peggiore delle punizioni possibili per un essere umano.

Dovremmo interrogarci a fondo sui motivi che portano a queste tragedie, a questi “black out mentali” come li chiamano gli esperti, e non fermaci a giustificarli con un “tutti possiamo sbagliare” o “può succedere a chiunque” a considerarli una “normale” ed inevitabile conseguenza della società in cui viviamo che ci impone ritmi troppo frenetici e non ci lascia il tempo di vivere. E non dovremmo trovare normale che esistano seggiolini per auto che segnalano la presenza del bambino, trovare normale aver bisogno che una qualche invenzione ci ricordi dove sia nostro figlio… Non c’è niente di normale nel dimenticare dove si trovi il proprio figlio o la propria figlia!!!! Non abituiamoci anche a questo!

Ed ancora è normale che nessuno si sia accorto di una bambina chiusa in auto per ore sotto il sole cocente? Tatiana era chiusa  in auto, in una piazza, la piazza centrale del paese, non in un parcheggio sperduto… Purtroppo questo sì, è normale e possibile perché ormai viviamo coi paraocchi, o peggio con lo sguardo abbassato sui nostri smartphone, chiusi nella nostra realtà virtuale. E non sarà che forse molti dei nostri errori, delle nostre distrazioni siano proprio dovuti al fatto che viviamo più immersi in una vita alternativa piuttosto che in quella reale?

Queste tragedie ci dimostrano che c’è qualcosa di profondamente sbagliato, di inquietante nel nostro tempo, nella nostra società e di conseguenza in noi. Le morti di queste anime innocenti sono  colpa di tutti noi che abbiamo permesso di farci sopraffare da un sistema che ci rende più simili a robot che a persone.

Dovremmo fermarci, resettare i nostri cervelli, fare un passo indietro, tornare a riscoprire gli affetti ed i valori reali, rimpossessarci del nostro tempo e dei nostri tempi, dovremmo tornare a connetterci a noi stessi!

Articolo di ©Sabrina Musetti, riproduzione vietata senza citare la fonte. 

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